Care e cari WuBookers, da qualche settimana è disponibile anche in Europa la funzionalità di OpenAI che consente di promuovere prodotti e servizi a pagamento all’interno di ChatGPT. Una novità importante che interessa direttamente anche gli albergatori: il turismo infatti è tra i settori più coinvolti dalle innovazioni tecnologiche e digitali e in questo caso non fa eccezione. Scopriamo allora quali sono le opportunità e i limiti della pubblicità su ChatGPT e come funziona l’Ads manager secondo le ultime indicazioni rilasciate dalla piattaforma.
Cosa sono gli annunci Ads di ChatGPT e chi può vederli
Da febbraio di quest’anno, OpenAI – l’azienda proprietaria di ChatGPT – ha introdotto un sistema di sponsorizzazioni all’interno del suo assistente virtuale. La sperimentazione è iniziata in USA e sta progressivamente arrivando nel resto del mondo. Al momento della pubblicazione di questo articolo, sono già diversi i Paesi europei dove questa funzionalità è disponibile, compresi Francia, Italia, Spagna, Germania, Danimarca, Polonia, Irlanda e Regno Unito, ma la lista ufficiale è in costante aggiornamento.
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Attraverso il pannello di Ads Manager di OpenAI è possibile dunque creare campagne a pagamento per promuovere i propri prodotti o servizi all’interno delle chat generate dagli utenti. Questo significa che, quando una persona interroga ChatGPT, tra le risposte potrà trovare sia informazioni organiche prelevate in autonomia dal chatbot, sia annunci pubblicitari, sostenuti da investimenti di privati e professionisti interessati a comparire tra i risultati.
Gli annunci, precisa l’azienda, sono comunque contrassegnati e dunque visivamente riconoscibili come tali. Inoltre, non influenzano le informazioni fornite dall’intelligenza artificiale e vengono mostrati solo a chi ha più di 18 anni e utilizza un account gratuito.

Come sono fatti gli annunci e quando compaiono
Esattamente come succede già su Google Ads e Meta Ads, una campagna pubblicitaria può contenere più gruppi di annunci. Questi a loro volta includono diversi elementi: nome della realtà promotrice, il suo logo, il titolo e il testo dell’inserzione, l’immagine e la pagina di destinazione. Le persone che cliccano sull’annuncio vengono quindi indirizzate fuori dall’ambiente della chat e raggiungono il sito esterno che, nel caso degli alberghi, potrebbe essere ad esempio la homepage dell’hotel o la pagina di prenotazione.
Il contenuto sponsorizzato su ChatGPT viene mostrato econdo una serie di criteri come la pertinenza al contesto e alla conversazione, i suggerimenti forniti dagli inserzionisti in fase di creazione della campagna (ad esempio argomento e parole chiave) e le preferenze impostate dagli utenti, se attive.
I costi sono variabili e il modello di pagamento è duplice: si può scegliere di pagare per impression, dunque lavorando con obiettivo copertura o visibilità dell’annuncio; oppure per clic, valorizzando maggiormente il traffico.
Quali sono le opportunità per gli hotel?
Il turismo è un settore da sempre aperto ai cambiamenti e negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha cambiato il modo di viaggiare e non solo. Sempre più persone (oltre la metà degli statunitensi, secondo le stime recenti) si rivolgono a strumenti come ChatGPT per pianificare le proprie vacanze. Quello che ottengono non sono solo semplici indicazioni, ma veri e propri tour completi con mete, attrazioni da vedere, cose da fare, ristoranti e alloggi già organizzati in base a parametri personali, come la fascia di prezzo o lo stile. Laddove una pagina di Google offre alle persone svariati risultati, da valutare e navigare, un chatbot restituisce invece una proposta completa e declinata sulle preferenze dell’utente. Il processo di selezione e decisione è iper facilitato e la distanza tra ricerca e prenotazione si accorcia.
È evidente dunque il potenziale per chi lavora nell’hospitality: una customer journey così strutturata e compatta orienta la scelta e riduce le possibilità di distrazione perché tutto si svolge all’interno dell’interfaccia di dialogo, che può essere abbandonata solo nella fase di acquisto vero e proprio. Questo significa che un annuncio che compare al momento giusto e nella conversazione giusta può essere decisivo per convertire in poco tempo una semplice esplorazione in una vendita. Una campagna ben costruita potrebbe così portare a maggiori prenotazioni dirette e, nel lungo periodo, a una minore dipendenza da OTA e altri intermediari.

Le differenze rispetto a Google e Meta Ads
Anche Google Ads e Meta Ads – così come la scheda My Business di Google – servono a generare maggiori prenotazioni dirette: dunque cosa cambia rispetto all’advertising su ChatGPT? In parte lo abbiamo già accennato: la differenza principale risiede nell’esperienza di navigazione che l’utente compie quando vede l’annuncio.
Gli annunci che appaiono su Facebook e Instagram, ad esempio, sono targettizzati ma non legati a una ricerca consapevole: interrompono il flusso di contenuti cercando di catturare l’interesse dell’utente mentre sta scrollando. Google, al contrario, risponde a una richiesta volontaria, ma propone annunci di tante realtà che competono per la stessa parola chiave, con il rischio di disperdere l’attenzione.
ChatGPT Ads, invece, agisce in una cornice che presuppone in prima istanza un input (anzi, un prompt) dell’utente – un’intenzione precisa – e contestualizza la risposta in una situazione personalizzata e circoscritta. È il primo passo di quel famoso “viaggio su misura” che molti ospiti cercano e che può cominciare ben prima di partire.
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Cosa fare ora che ChatGPT Ads è una realtà
Come sappiamo, però, difficilmente un singolo annuncio basterà a generare incassi sufficienti a far decollare la struttura. Detta in altre parole: perché l’advertising funzioni c’è bisogno di una strategia di marketing e comunicazione efficace, che non può basarsi solo sulla pubblicità online. Oltre a esplorare e testare le nuove opportunità offerte da ChatGPT (e farlo subito potrebbe dare un vantaggio competitivo importante rispetto alla concorrenza), è perciò è importante che albergatori e property manager continuino a:
- curare bene e in ogni dettaglio l’immagine della propria struttura. Il sito web deve essere aggiornato, le descrizioni delle camere e dei servizi devono essere precise e generose, con fotografie e video ben fatti, e il sistema di prenotazione deve essere performante e user-friendly;
- verificare che tutti i canali attivi (social, OTA, ecc.), siano coerenti con l’immagine istituzionale: foto obsolete e informazioni superate rischiano di allontanare le persone e mandare segnali contraddittori ai sistemi di scansione dei chatbot, che potrebbero quindi penalizzare la visibilità organica e a pagamento del tuo hotel;
- continuare a produrre contenuti e a richiedere recensioni: segnali positivi sia per i potenziali ospiti che per l’intelligenza artificiale, che dà peso soprattutto i commenti più recenti.
Nel complesso, l’ads di ChatGPT apre sicuramente nuove porte anche per gli hotel e le strutture ricettive in genere, ma è un posizionamento che deve essere sempre ponderato e inserito in una pianificazione più ampia e articolata, senza perdere di vista la qualità dei contenuti e dell’offerta.