Care e cari WuBookers, continua la nostra serie di interviste alle persone di WuBook. Dopo aver approfondito il revenue management con Jean Patrick Thiry e aver parlato di connettività con Roberto Ferrini, vogliamo entrare nel dietro le quinte del nostro software per conoscere da vicino Irene, Chief Technology Officer. Le abbiamo chiesto di cosa si occupa il reparto che gestisce e perché è così importante, per noi e per chi ci sceglie: ecco cosa ci ha raccontato.
Il team di sviluppo: il cuore operativo di WuBook
Ambiziosa, motivata, preparata: sono questi gli aggettivi che chi lavora con Irene usa più spesso per descriverla. E, in effetti, è tutte queste cose insieme. Merito anche della sua lunga esperienza nel reparto Assistenza, a contatto diretto con gli utilizzatori di Zak, che le ha permesso di conoscere a fondo ogni dettaglio del nostro PMS. Una competenza che oggi la agevola moltissimo nel rapportarsi con il team di 15 sviluppatori (developer in gergo) che coordina. Irene infatti è responsabile, insieme a un collega, della Direzione Tecnica interna incaricata di seguire l’aggiornamento del software e lo sviluppo di nuove funzionalità. “La maggior parte della squadra lavora dalla nostra sede centrale, in Italia, e poi abbiamo un professionista in Spagna”, specifica, “ma è un reparto unico per tutta l’azienda. Questo significa che ci occupiamo della programmazione per tutti i Paesi in cui siamo presenti”. Un lavoro essenziale che segue linee guida precise e strutturate per funzionare bene.
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“Come CTO collaboro costantemente con la Direzione Commerciale, che interpella tutte le business unit per capire quali sono le necessità di ogni mercato”. Può trattarsi di opportunità commerciali o anche di obblighi legati a fini fiscali e/o legali. “Una volta individuati gli obiettivi, definiamo insieme una roadmap per raggiungerli grazie al supporto del team”. La sinergia tra tutti i reparti è infatti un aspetto caratteristico di WuBook ed è fondamentale per far sì che strategia e soluzioni tecnologiche vadano sempre a braccetto. Ma anche che vengano sempre soddisfatte le esigenze reali e specifiche di ogni territorio. “Queste possono variare anche molto, ma cerchiamo sempre di assicurarci che ciò che facciamo sia davvero utile ai vari distretti e, soprattutto, agli albergatori”.
Una gestione puntuale e accurata orientata alla collaborazione
Quindi, in cosa consiste il lavoro della CTO? Innanzitutto, nell’organizzazione delle attività, che vengono assegnate ai diversi developer in modo equilibrato e sulla base delle loro competenze specifiche. L’implementazione segue poi un iter temporale preciso, durante il quale Irene supervisiona gli avanzamenti. “Trascorso il periodo di sviluppo dedicato a ogni progetto”, racconta, “la nuova feature viene rilasciata in un’area di test e messa a disposizione degli altri developer e della business unit”. Questo consente di eseguire prove multiple e di rilevare eventuali malfunzionamenti o punti da migliorare: una specie di stress test con revisione peer-to-peer. “Solo dopo che è stato tutto sistemato – e sempre in accordo con la Direzione Commerciale – possiamo rilasciare il nuovo tool o l’evoluzione che abbiamo preparato”.Pertanto ogni progetto, di qualunque entità o natura, richiede almeno quattro step: definizione, sviluppo, test (la fase preferita di Irene) e release. Ogni passaggio viene seguito da vicino dalla CTO che adotta un approccio personale orientato sia al risultato, sia alla valorizzazione dei suoi colleghi.
Il metodo servant leadership
“Mi piace molto il rapporto umano e professionale che si instaura con ogni programmatore. E trovo sia giusto riconoscere a ciascuno di loro il merito di ciò che ha fatto a lavoro concluso”. È su queste premesse che si fonda il metodo servant leadership (leadership al servizio degli altri) adottato dalla Responsabile. Empatia, ascolto reciproco e collaborazione sono elementi distintivi di questo paradigma operativo, che ribalta le gerarchie classiche per consentire una collaborazione fluida, efficace e stimolante. Per questo Irene non si tira mai indietro, neanche quando le questioni si fanno complesse o particolarmente avanzate: le piace farsi spiegare tutto, anche le parti più tecniche, per poter davvero parlare la stessa lingua del team e facilitarne l’attività il più possibile. “Il mio metodo di lavoro? Ho un deck in cui metto in fila tutte le task di ogni programmatore e poi faccio riunioni in persona e uso la lavagna. Forse è un po’ vecchio stile, ma lo trovo molto produttivo”.

E come darle torto! Proprio di recente, la nostra CTO ha guidato lo sviluppo del nuovo modello commerciale (già attivo in Italia) che permette al reparto commerciale di profilare al meglio il potenziale cliente e di creare così preventivi su misura. Si tratta di un risultato molto importante per l’azienda, e per nulla scontato: “È stata una bella sfida”, racconta Irene, “anche perché si trattava di un progetto già parzialmente avviato in passato ma che poi era stato interrotto”. Il suo compito è stato quindi riprenderlo, metterlo in carreggiata e dargli una forma sostenibile e fruttuosa.
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Un PMS che si evolve con il mercato
Quasi alla fine della nostra intervista, chiediamo a Irene perché, dal suo punto di vista (informato e informatico) un albergatore dovrebbe scegliere proprio Zak come PMS per la sua struttura. “Perché è una soluzione pensata appositamente per chi vuole lavorare meglio”, dice senza esitazione, “con più efficienza e meno stress, senza però rinunciare a funzionalità avanzate”. Zak, il gestionale di WuBook, unisce infatti semplicità e completezza in un’unica piattaforma: permette di avere tutto sotto controllo in modo intuitivo, riduce il tempo dedicato alle attività operative e limita gli errori. Inoltre, si adatta a strutture diverse, accompagnandole nella crescita senza complicare i processi. A proposito di crescita, Irene è convinta che il mondo dell’hotellerie sarà sempre più portato alla digitalizzazione e all’automazione, e richiederà un’attenzione sempre maggiore all’esperienza dell’ospite. “Quindi”, aggiunge, “il PMS di WuBook continuerà a evolvere per rimanere sempre al passo con i tempi, puntando su semplicità, innovazione e strumenti che semplifichino il lavoro quotidiano delle strutture e assecondino le loro esigenze reali, in tutti i Paesi in cui siamo attivi”.

Una mentalità che, a ben guardare, si rispecchia in quella generale dell’azienda. Non a caso, Irene ha assunto il ruolo di Chief Technology Officer a fine 2025: una promozione che testimonia il suo impegno nell’area Assistenza e premia la sua volontà di mettersi in gioco. “Gestisco un team di soli uomini”, dice, “ma questo non mi ha mai creato problemi: WuBook è un’azienda aperta dove capacità e voglia di fare vengono valorizzate senza discriminazioni. Anche per questo sono fiera di farne parte”.