Care e cari WuBookers, quali saranno i trend del turismo del 2026? Su cosa si concentreranno maggiormente i viaggiatori e, dunque, come cercare di soddisfarli il più possibile? Tenere d’occhio le tendenze del settore hospitality è essenziale per capire come orientare o modificare la propria offerta e su cosa puntare per rendere la propria struttura ancora più appetibile. Scopriamo insieme quali sono e cosa ci aspetta in quest’anno!
Parola d’ordine: esperienza (lenta)
Già da tempo sentiamo parlare dell’importanza dell’esperienza: una tendenza che si conferma anche quest’anno, diventando addirittura prioritaria per molti turisti. Secondo il rapporto “The evolving role of experiences in travel” di McKinsey e Skift, il 52% della Gen Z è pronto a pagare cifre consistenti pur di assicurarsi un ricordo unico e indelebile della vacanza, meglio ancora se caratterizzata da crescita personale e avventura. Una qualità rivelata anche dall’uso sempre più diffuso dell’hashtag “Never stop exploring” che contrassegna oltre 30 milioni di post su Instagram e testimonia la voglia di scoprire posti nuovi, ma anche sé stessi, durante il viaggio.
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Accanto a questo, un altro fenomeno definisce il periodo che stiamo vivendo: quello che Forbes chiama lo “slow-mo travel”. Una vacanza all’insegna della lentezza, con permanenze prolungate nel tempo e un’esplorazione profonda dei luoghi.
Sono questi i due filoni su cui si svilupperà la domanda dei prossimi mesi, che – sempre secondo McKinsey e Skift – prenderà forma in 7 micro trends.
1. Souljourn o soft reset
Se sonno e riposo erano già motivi di spostamento, oggi si afferma un’ulteriore tendenza: il viaggio per ricaricare la mente e ritrovare il contatto con la propria dimensione interiore. Dunque non più mete accorsate o tempi serrati, ma luoghi rilassanti dove abbassare lo stress, lontani da folle e frenesia quotidiana.

2. Puddling
Strettamente legato al punto precedente, il puddling sposa una filosofia di viaggio slow, in luoghi naturali e dal ritmo lento. Piccoli borghi e altre destinazioni insolite e un po’ isolate diventano la cornice perfetta per vacanze in cui godere del tempo libero in una dimensione ristretta e familiare.
3. Hushed hobbies
Ovvero hobby silenziosi. La tranquillità guida le scelte di viaggio anche per quanto riguarda le attività: birdwatching, pesca, osservazione di insetti, foraging condividono una dimensione contemplativa ideale per i turisti di oggi, pronti a immergersi nei luoghi e a godere di momenti di pura pace e serenità.
4. Star bathing
Tra questi, anche lo star bathing, il bagno di stelle. L’osservazione del cielo notturno aiuta a rilassarsi e può favorire il benessere e la consapevolezza di sé. Soprattutto se fatto nel modo giusto, con tutti i comfort del caso.

5. Cowboy core
Se al cielo stellato uniamo un falò in aperta campagna, entriamo di diritto nel cosiddetto “cowboy core”, il trend che riporta in auge il fascino del West. Ranch sperduti, gite a cavallo, cucina campestre sono gli ingredienti perfetti per gli amanti di questo tipo di esperienza, quest’anno molto richiesta.
6. Blue and beige therapy
La terapia del blu e del beige descrive gli effetti benefici che si provano a contatto con questi due colori intesi come paesaggi desertici e acquatici. Grandi distese di acqua o di sabbia – mare, laghi e dune – diventano fonte di relax e benessere profondo e, dunque, mete di viaggio appetibili.
7. Grand Gatherings
Cosa c’entrano i grandi raduni con tutto questo? Apparentemente nulla, ma in verità molto se si considera che sono fatti per ritrovarsi tra amici, familiari e gruppi di persone che vogliono passare del tempo lento e di qualità insieme.
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Le tendenze del turismo e dell’ospitalità per il 2026
Quelle che abbiamo visto sin qui sono micro tendenze che esprimono una ricerca più ampia di autenticità e lentezza, comune a tutti i viaggiatori e a tutti i tipi di struttura, comprese le case vacanza e gli affitti brevi. Guardando il quadro generale, però, troviamo anche altre direzioni che è importante conoscere per interpretare il comportamento della clientela e proporre soluzioni adeguate:
- sempre più attuale e pervasiva, l’intelligenza artificiale è ormai una componente ampiamente utilizzata da chi viaggia per ottenere suggerimenti personalizzati e una pianificazione semplificata. La stessa semplificazione è inoltre attesa in tutta la vacanza: dalle traduzioni automatiche al self check-in, i turisti si aspettano fluidità massima e zero complicazioni;
- anche il processo decisionale costa fatica, ma la fatica è bandita dall’esperienza di viaggio. Ecco perché sempre più persone si affidano a tour operator o cercano pacchetti all inclusive per evitare l’affaticamento dell’organizzazione;
- l’ultra personalizzazione è ormai un’aspettativa diffusa, con i viaggiatori che non si accontentano più di servizi e attività generali, ma vogliono un’offerta sempre più calibrata sulle loro precise condizioni, anche emotive. Via dunque a ritiri per persone single, per neo divorziati o per amanti dello sport e degli insetti: tematici sì, ma iper specifici e aderenti ai gusti e agli stati d’animo individuali;
- molto apprezzati anche i viaggi culturali: può trattarsi di reading retreats o di vacanze alla ricerca di libri rari, oppure ancora in luoghi ispirati a film e romanzi. La cultura è una chiave di lettura promettente e richiesta soprattutto se di nicchia.
Ma come gestire questa mole di informazioni? È evidente che non è possibile soddisfare tutte queste tendenze turistiche insieme. Tuttavia conoscerle è importante sia per cogliere eventuali mutamenti nella domanda e nel mercato, sia per trarre ispirazione e rinnovare in tempo utile la propria offerta. Se non l’hai già fatto, è ora di iniziare: il 2026 è già cominciato!