Care e cari WuBookers, oggi affrontiamo una materia delicata ma fondamentale: la Direttiva sulla Cooperazione Amministrativa numero 7. Nota come DAC7, questa normativa europea impone nuove regole per chi opera nel settore alberghiero: vediamo di cosa si tratta, perché è stata introdotta e come può essere gestita anche grazie al supporto di WuBook.
DAC7: cosa dice la normativa
La DAC7 (direttiva UE 2021/514) è entrata in vigore il 1° luglio 2021 e, di lì a seguire, è stata recepita dai vari Paesi europei che l’hanno applicata apportando anche alcune integrazioni specifiche. In generale, l’obiettivo della norma è quello di rafforzare la cooperazione amministrativa tra i membri dell’Unione per ridurre frodi ed evasione. In uno scenario articolato come quello attuale, dove gli operatori di piattaforme web (spesso internazionali) ottengono profitti dal commercio online, è sempre più difficile tracciare correttamente gli introiti e, dunque, applicare la tassazione corretta. Questo si traduce in una potenziale discrepanza tra utili reali e dichiarati, con conseguente perdita di gettito fiscale per lo Stato e svantaggi per le imprese tradizionali.La DAC7 è stata istituita proprio per favorire una maggiore trasparenza fiscale attraverso una serie di obblighi burocratici che interessano anche il settore turistico. È importante sottolineare infatti che questa norma non introduce nuove tasse ma definisce procedure aggiuntive che aiutano le autorità locali a condurre le verifiche del caso.
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Chi riguarda la DAC7
La DAC7 si applica ai gestori di piattaforme digitali che, per conto di venditori residenti in uno Stato membro dell’UE, si occupano di: locazione di beni immobili, inclusi quelli residenziali e commerciali e spazi di parcheggio; vendita di beni; prestazione di servizi personali; noleggio di qualsiasi mezzo di trasporto, per conto di venditori residenti in uno Stato membro dell’UE. Questo riguarda, dunque, sia i portali di prenotazione come Booking.com o AirBnb, ma anche i property manager e gli hotelier che utilizzano il proprio sito per ottenere un compenso dalle attività sopra citate. Pensiamo, ad esempio, al property manager che, nel suo sito, affitta degli immobili che appartengono ad altri proprietari.
Sono esenti dalla normativa quelle realtà che:
- hanno ottenuto meno di 30 transazioni annue;
- hanno ricavato meno di 2.000 euro all’anno.
Cosa succede se non si rispetta la Direttiva
I soggetti interessati sono tenuti a comunicare alle autorità locali i dettagli prescritti. Saranno poi le amministrazioni statali a inoltrarli agli uffici esteri di competenza (se necessario) perché vengano incrociati con le informazioni già in loro possesso. Qualora un gestore non rispettasse la scadenza o non inviasse tutti i dati richiesti, sono previste sanzioni variabili a seconda dell’inadempimento commesso. In Italia, ad esempio, le penali sono comprese tra i 1.000 e i 31.500 euro.

Quali dati vengono richiesti
A seconda della tipologia del venditore – soggetto fisico (come può essere un proprietario) o entità giuridica (attività strutturate vere e proprie) – e del Paese in cui ci si trova, la regolamentazione prevede la raccolta di dati differenti. In generale, tra le informazioni più comuni, troviamo: il nome del venditore, i suoi identificativi fiscali, il luogo di residenza e quello di svolgimento dell’attività con i relativi dettagli (indirizzo, notti/giorni di locazione, ecc.), l’IBAN, i dati di rendicontazione finanziaria, comprese eventuali spese sostenute e imposte applicate.
Tutto questo, sommato alla normale burocrazia, può risultare faticoso. Ecco perché, da qualche mese ormai, Zak – il PMS per strutture ricettive di WuBook – ospita una sezione dedicata proprio alla documentazione prevista dalla DAC7: vediamo come funziona.
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Gestire la DAC7 grazie a Zak di WuBook
Pensato per gli operatori immobiliari, il Vacation Rental è il modulo di Zak che consente di gestire abitazioni differenti, appartenenti anche a più proprietari, da un unico pannello, in maniera comoda e facilitata. In quest’area si trovano infatti tutte le funzionalità di cui un property manager ha bisogno: dal calendario delle prenotazioni, alla suddivisione dei costi, alle commissioni dovute alle OTA. Oltre a questo, il software permette anche di creare report istituzionali, compresi quelli relativi alla nuova normativa europea. Nell’apposita sezione è possibile generare un file contenente tutte le informazioni necessarie, come:
- dati identificativi del proprietario;
- dettagli dell’alloggio (posizione, codici identificativi, informazioni catastali, percentuali del proprietario);
- anno di attività locativa.
Inoltre, è possibile includere anche:
- l’importo del property manager;
- le commissioni delle OTA;
- gli incassi degli extra;
- i costi di pulizia degli alloggi
Dopo aver creato il report, è possibile aggiornarlo in un secondo momento o scaricarlo per inviarlo direttamente alle autorità competenti secondo l’iter ufficiale. Per ogni documento prodotto, viene segnalato se è stato completato, se ha subito delle modifiche e se contiene tutti i dettagli nel formato corretto, in modo che sia sempre possibile risalire allo stato del report e intervenire di conseguenza.
Anche i proprietari possono avere accesso a quest’area per verificare che tutto sia stato compilato a dovere.
Gli adempimenti fiscali non sono quasi mai piacevoli da gestire, ma con Zak anche queste noiose operazioni possono essere semplificate senza rischiare di restare indietro rispetto alla normativa vigente.